Il progetto

Nell’archeologia contemporanea il ruolo dell’archeologo, a cavallo fra esercizio pubblico e privato, è in continua evoluzione. Negli ultimi anni sono cresciuti numerosi progetti che hanno per tema “il museo e il territorio” (o anche “il museo del territorio”). La sostanziale evoluzione di alcuni importanti musei, civici e statali, come promotori di ricerca e non solo di conservazione, ha di fatto consolidato il rapporto con il territorio sia a livello scientifico che divulgativo. Un fiorire di nuove iniziative ha allargato la canonica sfera professionale dell’archeologo.

Sebbene risulti ancora difficile immaginare come un archeologo possa svolgere parte della propria attività presso un centro di calcolo o un laboratorio informatico oggi questo aspetto del lavoro è in costante diffusione. Tale diffusione assume un significato epocale all’interno delle discipline esaltando gli aspetti interdisciplinari tipici della pratica archeologica. Le applicazioni dell’informatica riguardano in particolare il telerilevamento, i GIS, la multimedialità, l’elaborazione di immagini, la realtà virtuale.

Laboratorio di Topografia antica del Dipartimento Culture e Società dell'Università di PalermoIl Parco della Valle dei Templi di Agrigento ha deciso di investire in queste risorse informatiche per una conoscenza preventiva dell’area archeologica che permetterà in futuro una più razionale pianificazione degli interventi, integrandoli in maniera efficace alle esigenze di valorizzazione e tutela del suo patrimonio culturale. Il lavoro di équipe che contraddistingue questo progetto consente agli archeologi di sviluppare nuove metodologie di ricerca scientifica, scoprendo altre realtà operative e di sviluppo progettuale. Per le sue caratteristiche, infatti, il SIT del Parco della Valle dei Templi è stato voluto dalla Dott.ssa R. Camerata Scovazzo e dall’allora Direttore del Parco Arch. P. Meli considerandolo come un ambiente in cui si raccogliessero una molteplicità organica di dati utili alla fruizione, alla tutela ma soprattutto alla ricerca, affidandone proprio per questo la redazione al Laboratorio di Topografia antica del Dipartimento di Beni Culturali (oggi Dipartimento Culture e Società) dell’Università di Palermo. Ancora oggi la piattaforma GIS del Parco strutturalmente si offre come uno spazio in cui sperimentare metodologie operative e nuovi strumenti, allo scopo di proporre un modello, caratterizzato da procedure operative ben definite, valido per essere utilizzato da tutti i gruppi di ricerca che collaborano allo studio archeologico nell’area del Parco.

Le informazioni archeologiche rielaborate nel SIT della Valle dei Templi mirano:

  • ad una gestione oggettiva e trasparente del dato, sia da un punto di vista della traduzione geografica, sia degli attributi;

  • ad una lettura unitaria di dati eterogenei prodotti in tempi e con modalità differenti;

  • a raggiungere la completezza di acquisizione, sia tematica sia cronologica, di dati/informazioni, che comprende archeologia del sepolto, archeologia degli elevati e lettura archeologica delle tracce da fotointerpretazione aerea.

Il SIT intersite del Parco è un lavoro completo ma perfettibile e ancora implementabile in diversi punti.

Si ritiene comunque indispensabile, già da ora, proporre un passo essenziale per la fruizione della Carta archeologica del Parco: la sua pubblicazione on line.

Riteniamo, infatti, che per far sì che la rete acquisisca un proprio peso specifico a livello di strumento di ricerca e di didattica, occorre che le risorse presenti raggiungano un’ampiezza e una qualità tale da renderle, anche se non nell’immediato, competitive o equiparabili ai tradizionali strumenti cartacei e informatici non in rete. Per raggiungere questa massa critica è stato necessario riorganizzare i dati da inserire on line.Da questo punto di vista uno dei problemi che si trova a fronteggiare la rete è infatti proprio la gestione di materiale digitale pensato prima della rete. La modularità propria della rete ci ha infatti abituato alla pratica degli assemblaggi, a volte senza compiere alcuno sforzo di uniformazione fra i vari moduli, mentre all’utente fruitore e alle sue esigenze è demandata la scelta delle risorse di interesse.

Abbiamo voluto evitare di “gettare nella rete” tutti i dati raccolti senza aver creato prima delle “mappe mentali” che permettano di ricostruire la nostra ricerca. Non vogliamo che il nostro lavoro venga interpretato come un collage un po’ naif.

L’evoluzione e la “maturazione” del web-GIS ci ha obbligato ad usare best practices, metodologie e linguaggi semplificati per consentire una rapida comprensione del nostro lavoro.

Al momento il web-mapping ha raccolto tutto il materiale relativo alla Carta archeologica del Parco esaminando principalmente:

  • La rimodulazione della banca-dati geografica1dell’ente che verrà ridotta e semplificata;

  • La scelta dei softwares e del webserver;

  • L’organizzazione di un’interfaccia web semplice ed intuitiva;

  • L’implementazione nel corso degli anni;

  • Le procedure di sicurezza dell’hardware esposto verso l’esterno con indirizzo pubblico;

  • L’aderenza agli standard promossi dall’OGC2


  1. I dati geografici contenenti al loro interno più livelli cartografici, sia rasterche vettoriali, sono stati organizzati in .shp, coverage, GRID oppure librerie.

  2. Open GeospatialConsortium: è un'organizzazione internazionale no-profit, basata sul consenso volontario, che si occupa di definire specifiche tecniche per i servizi geospaziali e di localizzazione. OGC è formato da oltre 280 membri (governi, industria privata, università) con l'obiettivo di sviluppare ed implementare standard per il contenuto, i servizi e l'interscambio di dati geografici (GIS) che siano "aperti ed estensibili". Le specifiche definite da OGC sono pubbliche e disponibili gratuitamente.